Una commissione di indagine per Italia.it
- di Paola Carboni -
Fornisce ancora occasioni di discussione e di dibattito Italia.it, il portale turistico nazionale online dalla fine dello scorso febbraio. In una nota diffusa dal ministero della Funzione Pubblica, si apprendono alcuni dettagli relativi ai costi, e si scopre che è stata aperta una commissione di indagine…
10 aprile 2007

Ancora prima di essere pubblicato online, il portale dell’Italia nel mondo già faceva parlare di sè: troppi gli errori, le carenze e le lacune in proporzione ai costi sopportati per la sua realizzazione. La porta di ingresso principale al nostro paese per i visitatori stranieri risulta angusta e poco accogliente, nel complesso di nessun appeal, complice anche il logo che identifica il portale.
Il Governo sente di dover rispondere alle critiche giunte abbondanti: e lo fa con l’annuncio della costituzione di una Commissione di indagine. In una nota diffusa dal Ministero della Funzione Pubblica, il ministro Luigi Nicolais fornisce alcuni dettagli relativi ai costi che sono stati affrontati per la realizzazione di Italia.it, e annuncia di aver, comunque, istituito una Commissione di indagine, la quale, entro breve tempo, documenterà i punti deboli e le eventuali omissioni che possono aver compromesso il risultato del progetto.
Apprendiamo così direttamente da fonte ministeriale che il progetto di Italia.it era stato ereditato dal precedente governo: la scelta di portarlo a termine è stata determinata “dalla volontà di non disperdere il lavoro comunque portato avanti e dare una corretta finalizzazione ai fondi già stanziati”.
In merito ai fondi, si spiega che “per la realizzazione del portale sono stati stanziati 9,5 milioni euro, così come previsto dalla gara europea aggiudicata nel luglio 2005″; la cifra finale, in seguito ai ribassi praticati durante la gara, è diventata, anzi, 7,8 milioni. L’importo complessivo di 45 milioni, sul quale tanto si è discusso, non era destinato unicamente alla realizzazione della piattaforma, ma anche all’”attuazione di un più ampio e strutturato programma di rilancio del settore turistico italiano attraverso l’uso delle nuove tecnologie”. Si tratta, in altri termini, di uno stanziamento pluriennale, in buona parte ereditato, e i cui benefici saranno visibili sopratutto negli anni a venire.
Di questi soldi, 21 milioni saranno destinati alle Regioni, che dovranno produrre e aggiornare i contenuti. Ciò che rimane servirà a migliorare in progress la piattaforma e a promuoverla in Italia e all’estero.
Interessante è che, comunque, si sia sentita l’esigenza di promuovere una commissione per indagare sugli inciampi nel processo produttivo del portale.
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