Dopo il Piano Paesaggistico Regionale, la Sardegna ha una legge sui beni culturali
- di Redazione -
18 settembre 2006
Il testo è stato approvato dal Consiglio regionale dopo un giorno e mezzo di discussione. La Regione potrà esercitare maggiori funzioni nella tutela e valorizzazione di musei, parchi archeologici, biblioteche e archivi. E’ la prima volta nella storia autonomistica della Regione che la Sardegna ha una legge la legge sui beni culturali, istituti e luoghi della cultura. Un testo normativo che, d’intesa con lo Stato, permetterà alla Regione di esercitare maggiori funzioni e competenze in questa materia, che ha un valore strategico per i progetti di rilancio dell’Isola.
La legge sarda amplia il concetto di patrimonio, così come definito dal Codice Urbani per i beni culturali e il paesaggio. Come ha spiegato l’assessore dei Beni Culturali, ai beni immateriali, di cui la Sardegna ha esempi straordinari, viene riconosciuto lo stesso diritto alla tutela e alla valorizzazione, riservato ai beni materiali. Per il 2006 la copertura finanziaria sarà di 28.297.000 euro, mentre sono previsti 24.996.000 euro per l’anno 2007 e 24.036.000 per l’anno 2008 e successivi.
La legge istituisce due nuove tipologie di luoghi della cultura: i parchi archeologici, ovvero beni monumentali, santuari, chiese campestri e luoghi di culto, e gli ecomusei, che dovranno rappresentare, valorizzare e comunicare i caratteri, il paesaggio, la memoria e l’identità di un territorio e della popolazione, anche al fine di orientarne lo sviluppo futuro in una logica di sostenibilità, responsabilità e partecipazione dei soggetti pubblici e privati e della comunità locale.













