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L’impegno delle fondazioni bancarie per la cultura

- di Redazione  -

11 maggio 2006

Tra i soggetti privati, forse, le Fondazioni bancarie sono quelle che hanno dimostrato maggiore interesse a sostenere interventi di tutela e valorizzazione delle risorse culturali.
I risultati del loro intervento sono presentati annualmente nei rapporti dell’Acri (Associazione Casse di Risparmio Italiane e fondazioni di origine bancaria) e le esperienze sono state trasferite in un volume della collana Civita, dal titolo "Fondazioni Bancarie e cultura: un impegno di valore", edito dalla Sperling Kupfer. Nel volume che sarà presentato il 17 maggio a Roma, si afferma che l’intervento principale è la Conservazione e valorizzazione dei beni architettonici e archeologici, cui sono destinati oltre 167 milioni di euro con un’incidenza del 41% sul totale erogato nel settore.
Molti degli interventi sono stati effettuati ai monumenti delle città d’arte sede delle fondazioni, ma ogni operazione ha puntato anche ad introdurre nuove funzioni delle strutture e ad accrescerne la fruibilità a beneficio della cittadinanza per attività sociali di vario genere (biblioteche, esposizioni, attività di tipo convegnistico, ecc).
Tra gli altri ambiti di rilievo del settore compaionio poi le Attività museali e le Arti visive. Il sostegno delle fondazioni in questo campo interessa sia i musei già esistenti, sia le nuove realtà espositive.

"Fondazioni Bancarie e cultura: un impegno di valore" (Sperling&Kupfer)
presentato il 17 maggio alle ore 10
presso la Sala Pietro Da Cortona dei Musei Capitolini

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