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Una tassa sui film e sugli spot

- di Redazione  -

21 febbraio 2006

Il settore degli spettacoli dal vivo attraversa un’importante crisi finanziaria. L’esigenza manifestata ieri in un convegno organizzato a Milano dalle associazioni concertistiche aderenti all’Agis è quella di riportare il Fondo Unico per lo Spettacolo ai livelli del 2001.
Gli operatori del settore musicale hanno chiesto inoltre che i criteri di ripartizione delle risorse siano più trasparenti e tengano conto di un’analisi rigorosa dei programmi e dei risultati ottenuti. In particolare è stata criticata la distribuzione dei fondi fatta dall’Arcus, la società  per azioni che dipende dal Ministero dei Beni Culturali e da quello dei Trasporti.
Buttiglione ha risposto con una ricetta che ricalcherebbe un modello francese: la tassa di scopo. Bisognerebbe cioè far pagare una quota ogni volta che un film passa in Tv, su Internet o altrove. In questo modo il cinema si autofinanzierebbe e 100 milioni di euro in più sarebbero a disposizione degli spettacoli dal vivo. Una strada che appare difficile ma che l’Agis propone di applicare a tutti gli spot e inserizioni pubblicitarie.

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